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Cenni Storici

di Giovedì, 23 Gennaio 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 28 Aprile 2014

Il paese di Carano ha origini molto antiche che risalgono al periodo romano, quando ai precedenti insediamenti dell'età del Ferro situati sulla sommità di dossi ben difendibili, ne vengono aggiunti dei nuovi su zone prative ben soleggiate.

Il nome antico latino del villaggio era Cadranum (Cadrano), che deriverebbe da quello di praedium romano.
Il primo documento storico in cui si fa riferimento al paese risale al 1188 (Codice Wanghiano, nr. 28, edizione del Kink).
In esso si fa riferimento alle prestazioni dovute dai Fiemmazzi ai ministeriali vescovili e vi si può leggere "Et piscatoribus Tridenti due pecie panni dabantur una ex terra Padraove, que est unus campus in Aradoio et duo in Peraiollo et Pratum de Vedrioza", quindi nel XII secolo un prato in Aradoio (Radoe), due in Peraiollo (ai Perari) e uno in Vedrioza (Veronza) dovevano dare due pezze di panno ai pescatori di Trento.
Inoltre, nel Catalogus Cleri del 1910, la chiesa di Carano dedicata a S. Nicolò di Bari, appare edificata nel 1150 e consacrata nel 1193 dal Vescovo di Trento Corrado II di Beseno.
Carano formò anticamente un Quartiere della Comunità Generale di Fiemme assieme a Daiano; dal 1318 e sino ai primi anni del secolo ventesimo lo formò con Castello, Molina e Trodena.
Il paese faceva comunque regola a sè ed era governato da tre Regolani eletti annualmente; essi dovevano amministrare le cose comunali secondo la consuetudine della villa, con il laudo e il voto della maggior parte dei Vicini raccolti a Regola Generale.
Si riportano di seguito alcune date significative della vita e dell'evoluzione della comunità di Carano:

  • nel 1315 abbiamo in paese una trentina di Vicini, il che farebbe supporre ad una popolazione di circa 150 (centocinquanta) persone;
  • nel 1505 si tengono i processi alle streghe; fra queste, due di Carano: una muore in carcere dopo tortura e l'altra viene arsa viva;
  • il 1570 è un anno di carestia: esso viene ricordato con un sasso recante l'iscrizione: "fato lano dela fame 1570" e attualmente sito lungo la strada che porta a Cavalese;
  • nel 1784 un incendio distrusse l'intero paese (centododici case) ad esclusione di Radoe. In quell'occasione si stabilì di suonare la campana ogni sera dai Santi a S.Giuseppe, a memoria dell'avvenimento.
  • nel 1797 si ha una grande siccità con conseguente mortalità di persone e animali in tutta la Valle;
  • nel 1807 vennero introdotte dal Governo Bavarese le scuole popolari, rese obbligatorie per tutta la Provincia;
  • nel 1907 la Curazia di Carano viene elevata a Parrocchia e il primo parroco fu Don Giuseppe Daprà di Moena.
  • nel 1928, con la politica accentratrice fascista, l'esercizio delle funzioni comunali viene trasferito al Comune di Cavalese rendendo di fatto Carano una frazione retta dal Podestà;
  • nel 1947, al termine della seconda guerra mondiale e la conseguente caduta del fascismo, dette funzioni vengono restituite e Carano riacquista le prerogative di Comune.

Bibliografie sul Comune di Carano:

Sono di Carano:

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